Fabbrica della Lana

La Fabbrica della Lana

Tipologia: Fabbrica abbandonata
Causa dell'abbandono: Fallimento
Data esplorazione: 09/2018
Condizioni: Perfette
Stato Attuale: Abbandonato
Valutazione Personale (1/10): 9

L’esplorazione di oggi mi porta nella Fabbrica della Lana, una delle numerose fabbriche appartenute ad un impero oggi ormai caduto.

Storia

La società di cui faceva parte questa fabbrica ha una storia centenaria. Infatti l’azienda sorse nel 1817. All’inizio del 900 era l’azienda laniera più importante d’Italia. La crisi iniziò nei primi anni cinquanta e dopo alti e bassi, negli anni successivi, nel 1987 la proprietà fu costretta a vendere. I nuovi proprietari non investirono mai negli stabilimenti del marchio e iniziarono a smantellarli uno ad uno fino alla definitiva chiusura dell’ultimo stabilimento nel 2005. Non è chiara la data precisa di abbandono di questo stabilimento, ma i calendari trovati al suo interno sono fermi al 2003.

La mia Esplorazione

In questa esplorazione sono con gli amici di Urbex Silence Venezia. Essendo un amante di archeologia industriale sono pieno di aspettative, e non sto più nella pelle. L’ingresso mi porta nella parte più alta dell’edificio, da qui si apre una vista incredibile su alcuni macchinari ancora perfetti, faccio tantissime foto, poi scendo per vedere i macchinari più da vicino. Non sono un esperto e non ho la più pallida idea di cosa siano, ma sono fighissimi e ben tenuti. Lascio la sala macchine e visito gli uffici, è ancora tutto lì le chiavi degli impianti, penne, cucitrici e altra cancelleria, disegni di progetti e molto altro ancora.

Mi sposto al piano inferiore dove trovo una bellissima sorpresa, un pannello di controllo completamente intatto e perfetto, lo guardo bene e leggo tutte le scritte e i bigliettini attaccati, non ne ho mai visto uno cosi bello. Procedo oltre e trovo degli enormi motori, capisco che quella doveva essere la centrale elettrica del’impianto. Scendo ulteriormente e trovo ancora macchinari,ancora pannelli di controllo e valvole, tante valvole e tubi, per me è questa fabbrica è il paese dei balocchi.

Finito di vedere l’edificio principale mi sposto verso i capannoni della produzione, ai quali purtroppo non trovo accesso. Sbirciando però da alcuni buchi non mi pare di vedere nulla di interessante, solo enormi capannoni vuoti.

La Fabbrica della Lana è veramente incredibile, sembra che in realtà non sia mai stata abbandonata. è veramente difficile trovare una location cosi ben conservata e così poco vandalizzata. Motivo per cui ho preferito non essere molto chiaro nella descrizione. Ovviamente non posso che dare un voto altissimo a questo luogo che riesce a spodestare la Fabbrica della Nave della prima posizione della lista delle mie fabbriche preferite.

Buona visione!

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Fabbrica Bugatti Abbandonata

Bugatti Automobili Italia

Tipologia: Fabbrica abbandonata
Causa dell'abbandono: Fallimento
Data esplorazione: 04/2018
Condizioni: Ottime
Stato Attuale: Abbandonato (C'è un custode)
Valutazione Personale (1/10): 8

In questa esplorazione vi porto nella fabbrica della Bugatti Automobili Italia di Campogalliano in provincia di Modena.

Storia

La Bugatti è una casa automobilistica francese, fu fondata nel 1909 dall’emigrato italiano Ettore Bugatti, cessò inizialmente le sue attività nel 1963. Nel 1967 il diritti del marchio passarono a Romano Artioli che fece costruire lo stabilimento oggetto di questo articolo e riprese la produzione, costituendo la società Bugatti Automobili. Nonostante l’elevata qualità delle automobili prodotte in questo stabilimento nel 1995 la purtroppo la Bugatti Automobili ha dichiarato fallimento a causa delle difficoltà finanziarie. (Fonte Wikipedia)

La mia esplorazione

Questa è un’esplorazione un po’ anomala, infatti, ad accompagnarci nella visita c’è il custode dello stabilimento. Un ex dipendente della Bugatti di Modena che, dopo la chiusura della fabbrica, è diventato il suo guardiano e manutentore. Il custode non si limita a fare da guida, ci racconta la storia di ogni edificio, stanza e capannone, arricchendo la visita dello stabilimento di dettagli e aneddoti che ci lasciano immaginare in maniera più reale come doveva essere questa fabbrica mentre era attiva.

Dopo la visita guidata il custode ci ha gentilmente lasciato il tempo per girare liberamente tutto lo stabilimento per permetterci di fare le foto con tranquillità.

Esplorare la ex Bugatti di Campogalliano vale davvero la pena, e vale la pena farlo con il custode, il cui numero di telefono si trova sul cancello d’ingresso.

Con orgoglio pubblico le foto di questo glorioso seppur brevissimo pezzo di storia automobilistica Italiana.

Buona visione!

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Acciaieria Abbandonata

Acciaieria Abbandonata

Tipologia: Fabbrica abbandonata
Causa dell'abbandono: Fallimento
Data esplorazione: 03/2018
Condizioni: Buone
Stato Attuale: Abbandonato
Valutazione Personale (1/10): 7

In questa esplorazione vi porto all’interno di una piccola acciaieria abbandonata.

Storia

Questa acciaieria viene fondata nel 1961, nel 2009 inizia la crisi a causa della drastica riduzione delle commesse provenienti da un’azienda loro cliente. La crisi culminerà nel 2013 con il fallimento lasciando a casa 70 dipendenti. Oggi lo stabilimento giace abbandonato e in parte bonificato. Purtroppo non sono riuscito a trovare molte altre informazioni.

La mia esplorazione

In questa esplorazione sono ancora insieme a mio fratello di Urbex Venezia. Siamo stati avvisati da alcuni amici che la location di oggi sarebbe stata piena di amianto, quindi appena entrati abbiamo indossato le mascherine. Odio esplorare con la maschera, mi toglie il respiro, ma è un piccolo sacrificio che sono disposto a fare per una fabbrica così interessante. Entro sul primo capannone, è completamente vuoto, ma ai muri trovo molti cartelli che mi aiutano a capire più o meno cosa ci fosse in quella parte della struttura.

Visito altri due capannoni anch’essi vuoti ma ricchi di fascino, la luce che entra dalle vetrate mezze rotte sul soffitto crea dei giochi di luce estremamente interessanti. Sto ancora facendo pratica con la mia nuova Nikon D7200 quindi perdo molto tempo per fotografare, ma mi piace portare a casa delle foto quantomeno decenti.

Finisco i capannoni e finalmente arrivo agli uffici, qui iniziano ad esserci un po’ più di oggetti. Trovo degli schedari pieni di documenti di trasporto di materiali e molti altri documenti interessanti. Proseguo oltre e trovo una pesa per camion completa e funzionante. Dietro alla pesa ci sono gli spogliatoi, entro anche lì e trovo una specie di magazzino pieno di vecchio materiale informatico, dai floppy disk a vecchie stampanti e computer. Trovo persino del materiale antinfortunistico nuovo e inscatolato.

Convinto di aver finito mi dirigo verso l’uscita, quando la mia attenzione viene richiamata da una scala che sembra portare a una parte non ancora esplorata dell’edificio. Salgo e mi ritrovo in una specie di laboratorio chimico completamente attrezzato e in buono stato. Sicuramente la parte più affascinante dell’intera visita.

Pur essendo quasi vuota questa acciaieria abbandonata mi è piaciuta parecchio e si guadagna un bel voto, anche se mi sarebbe piaciuto trovare qualche macchinario e qualche oggetto in più.

Buona visione.

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Fabbrica di Alluminio

La Fabbrica di Alluminio

Tipologia: Fabbrica abbandonata
Causa dell'abbandono: Fallimento
Data esplorazione: 03/2018
Condizioni: Buone
Stato Attuale: Abbandonato
Valutazione Personale (1/10): 9

In questa esplorazione vi porto all’interno della fabbrica di alluminio, un gigantesco complesso produttivo completamente abbandonato da molti anni.

Storia

I lavori di costruzione della fabbrica iniziarono nel 1926 e si conclusero circa due anni dopo. Nel corso degli anni ha cambiato diverse proprietà e ragioni sociali. A metà degli anni Sessanta è stata coinvolta nello scandalo dell’inquinamento, infatti si dice che la fabbrica riversasse nel fiume vicino materiale inquinante con consecutivi danni alle coltivazioni circostanti.

L’azienda ebbe parecchi alti e bassi, ma il colpo di grazia arrivò dall’ENEL, che costrinse la fabbrica a comprare l’energia invece di prodursela come avevano sempre fatto. Passare da produrre energia a basso costo a comprare l’energia da esterni influì molto negativamente sull’andamento dell’azienda.

Complice anche la nascita di alcune fabbriche più moderne e molto più produttive, nel 1983 la stabilimento chiuse i battenti. Oggi è ancora abbandonato.

La mia esplorazione

In questa esplorazione mi accompagnano mio fratello e un altro amico. Era tempo che progettavamo di andare ad esplorare questa mega fabbrica, e finalmente siamo riusciti ad organizzarci.

Il tempo non è dei migliori, ma non sono certo una persona che si lascia scoraggiare da qualche goccia di pioggia. Entro dal cancello principale e mi trovo davanti un grande capannone. Subito mi rendo conto delle dimensioni dello stabilimento. Mi era appena arrivato l’obiettivo grandangolare, ottimo visto gli spazi enormi di questo posto. I primi due capannoni sono praticamente identici hanno solo dimensioni diverse, ma mi sono divertito ad immaginare la fabbrica nel periodo produttivo.

Uscito dal secondo capannone vado verso una struttura molto strana, si trova al centro del complesso industriale e sembra una stazione ferroviaria. Una volta entrato mi rendo conto che in realtà quella era la centrale elettrica che un tempo alimentava l’intera fabbrica. I soffitti sono altissimi e sembrano quelli di una stazione ferroviaria degli anni Sessanta, è veramente uno spettacolo. Oggi è ricoperta di murales e scritte, ma ai tempi d’oro doveva essere davvero un edificio grandioso.

Completo l’esplorazione della centrale e mi sposto verso altri edifici, probabilmente la palazzina che ospitava la mensa, e successivamente l’ultimo capannone. Tornando verso l’uscita vedo un ponticello sul tetto di uno dei capannoni, senza pensarci lo percorro e mi ritrovo davanti a delle gigantesche turbine, sono veramente mastodontiche. Probabilmente servivano per ripulire l’aria durante i turni di lavoro. Scendo e torno verso l’ingresso della fabbrica dove ci sono gli ufficio che non ho ancora avuto modo di esplorare. Alla fine, ho impiegato più di 6 ore per completare l’esplorazione. Uscendo guardo il contapassi, ho percorso più di sedici chilometri.

La fabbrica di alluminio è incredibile e vale assolutamente la pena di vederla, anche se è quasi del tutto vuota, gli spunti fotografici sono pressoché infiniti e trovarsi all’interno di quelle enormi strutture in cemento è veramente suggestivo.

Buona visione.

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Antica Cartiera Abbandonata

L’Antica Cartiera

Tipologia: Fabbrica abbandonata
Causa dell'abbandono: Fallimento
Data esplorazione: 03/2018
Condizioni: Decenti
Stato Attuale: Abbandonato
Valutazione Personale (1/10): 7

L’esplorazione di oggi mi porta all’interno di un’antica cartiera la cui storia inizia nel medioevo.

Storia

La storia di questa cartiera è veramente antica, parte addirittura del medioevo. L’area dove ora sorge la fabbrica già nel 1180 ospitava un monastero. Monastero che gestiva tutti i campi circostanti. Esso durò fino agli inizi del 1800 quando la proprietà passo ad alcuni conti della zona i quali costruirono qui una gigantesca casa colonica.

Nel 1934 la casa colonica cambiò proprietà e venne trasformata in cartiera ed espansa con l’aggiunta di un capannone. La fabbrica rimase in funzione fino al 1966 poi chiuse e fu abbandonata. Sembra che oggi esista un piano di recupero per trasformare questo prezzo di storia in area residenziale, ma i lavori non sono ancora iniziati.

La mia esplorazione

Oggi con me ci sono mio fratello e un altro amico. È da un bel po’ che voglio visitare questa cartiera, mi affascina il fatto che sia così antica e comunque ancora in piedi quando molte fabbriche abbandonate, anche più recenti, sono ridotte molto peggio. Arrivo sul posto ed entro facilmente, non esistono più recinzioni, è tutto libero. Decido di dare un occhiata in giro prima di tirare fuori la macchina fotografica. Salgo prima sulla parte alta del capannone l’equivalente di 4 piani penso. Inizio da lì a fotografare. È tutto vuoto, grandi stanze con la pareti ricoperte da murales, alcuni davvero ben fatti.

Eppure, nonostante il vuoto, in questo posto si respira la storia ed è impossibile non restarne affascinati. Visito tutti i capannoni e mi sposto verso la casa colonica vera e propria, dove ci sono gli uffici. Con sorpresa in queste stanze trovo moltissimi documenti alcuni datati anche primi anni del Novecento, me li leggo con soddisfazione, mi piace trovare questo tipo di cose nei luoghi abbandonati. Nelle stanze successive trovo vecchie riviste di informatica. Finiti gli interni faccio qualche foto da fuori e torno alla macchina.

L’antica cartiera nonostante gli anni di abbandono ha ancora molto da offrire. È un posto davvero bello e suggestivo che permette di fare un salto nel passato dell’industria italiana. Peccato che si sia deciso di demolirla per costruire un’area residenziale. Per rendere giustizia ad un posto del genere sarebbe stato meglio trasformarlo in un museo, ma purtroppo in questo paese nessuno si cura delle nostra storia.

Buona visione.

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Zuccherificio Eridania Abbandonato

Zuccherificio Eridania Abbandonato

Tipologia: Fabbrica abbandonata
Causa dell'abbandono:
Data esplorazione: 12/2017
Condizioni: Pessime
Stato Attuale: In Demolizione
Valutazione Personale (1/10): 6

L’esplorazione di oggi mi porta allo zuccherificio Eridania di Verona. Uno dei tanti zuccherifici abbandonati sparsi per l’Italia.

Storia

Lo zuccherificio è stato inaugurato nel 1900, ma diventa pienamente operativo nel 1901, il committente è la ” Società anonima degli zuccherifici veronesi riuniti in Sambonifacio e Cologna Veneta”. Nel 1930 la proprietà passa ad Eridania. La fabbrica rimane attiva fino al 1968 circa. (Fonte L’Arena)

Aggiornamento del 07/2019: è stato approvato un piano di recupero, e sono già iniziati i lavori di demolizione.

La mia esplorazione

In questa esplorazione sono con mio fratello e con un amico. Entro nel giardino della fabbrica, cerco di farmi largo tra le ortiche che qui raggiungono dimensioni davvero notevoli. Mi trovo davanti la parte centrale della fabbrica, è veramente imponente e sembra impossibile che possa vere più di cento anni. Voglio lasciare per ultima la fabbrica, come quando mangio la pizza partendo dai bordi per lasciarmi la parte migliore alla fine. Esploro prima le costruzione che costeggiano lo zuccherificio sono pieni di spazzatura ma nulla di interessante.

Finalmente è giunto il momento di vedere la fabbrica principale, entro e mi trovo davanti l’area dei forni, proseguo oltre e arrivo al salone principale. La vista è mozzafiato, le vetrate rotte lasciano passare raggi di luce creando uno spettacolo suggestivo. Il resto è tutto vuoto ma credetemi, vale la pena vedere quel salone in tutta la sua centenaria grandezza.

Lo Zuccherificio Eridania abbandonato di Verona quindi si merita la sufficienza nonostante sia vuoto. Lo consiglio se si vuole avere la sensazione di camminare nella storia industriale italiana.

Buona visione.

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Stabilimento Chiari e Forti Abbandonato

Chiari e Forti. Il Ritorno

Tipologia: Fabbrica abbandonata
Causa dell'abbandono: Fallimento
Data esplorazione: 12/2017
Condizioni: pessime
Stato Attuale: Abbandonato
Valutazione Personale (1/10): 8

In questa esplorazione torno allo Stabilimento Chiari e Forti di Silea, uno delle mie prime esplorazione (Fabbrica Olio Cuore).

Storia

Una gigantesca fabbrica che sorge sulle rive del fiume Sile nel 1920. Dopo aver vissuto periodi d’oro inizia un lento ma inesorabile decadimento fino ad arrivare al suo totale abbandono nel 2012. L’intera aerea viene messa all’asta ma tutti i tentativi di venderla vanno a vuoto.

La mia esplorazione

Io e mio fratello abbiamo una regola quando esploriamo luoghi abbandonati. Non scavalchiamo cancelli/recinzioni, non forziamo serrature, non rompiamo finestre, non vandalizziamo e non portiamo via nulla. Questa esplorazione è nata proprio per seguire questa regola. Ho pianificato un giro con degli obiettivi ben precisi, ma non riesco ed entrare in nessuno di essi, quindi dato che sono in zona mi consulto con il mio compagno di avventura e decido di ripiegare in una location già vista ma sicuramente accessibile, lo stabilimento Chiari e Forti di Silea, detto anche fabbrica Olio Cuore. Arrivato sul luogo mi rendo conte che il tempo non è per nulla stato gentile con questa fabbrica, i capannoni sono in condizione peggiori rispetto all’anno scorso e i vandali hanno ulteriormente danneggiato l’intero complesso. Sono riusciti persino a rubare uno dei portoni in legno del frantoio… Trovo anche dei ragazzini che lanciano sassi sulle finestre in vetro e rimango senza parole, la maleducazione della gente cresce di giorno in giorno.

L’esplorazione è identica alla precedente seguiamo anche lo stesso ordine per rivivere la prima volta lì. Ho la fortuna di fotografare la parte di fabbrica che costeggia il fiume Sile al calare del sole. Le calde luci del tramonto che si riflettono sull’acqua del fiume mi regalano una spettacolo unico. Nonostante il suo stato sia peggiorato rispetto alla prima volta la fabbrica resta sempre molto bella e merita sempre di essere visitata.

Buona visione.

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Fabbrica Olio Cuore Abbandonata

Fabbrica Olio Cuore

Tipologia: Fabbrica abbandonata
Causa dell'abbandono: Fallimento
Data esplorazione: 04/2017
Condizioni: pessime
Stato Attuale: Abbandonato
Valutazione Personale (1/10): 8

In questa esplorazione torno finalmente a visitare una fabbrica abbandonata. La fabbrica Olio Cuore, che in realtà si chiama Stabilimento Chiari e Forti di Silea.

Storia

Questa gigantesca fabbrica sorge sulle rive del fiume Sile nel lontano 1920. Dopo aver vissuto periodi d’oro grazie a invenzioni innovative, inizia un lento, ma inesorabile decadimento fino ad arrivare al suo totale abbandono nel 2012. L’intera aerea viene messa all’asta, ma tutti i tentativi di venderla vanno a vuoto. Oggi quello che resta di questo colosso giace abbandonato in balia di vandali e writers.

La mia esplorazione

Al mio fianco come sempre mio fratello di Urbex Venezia e altri due amici. Entro dal cancello principale che è sfondato, come la recinzione ai suoi lati. Mi trovo in un’enorme spiazzo e vedo la fabbrica davanti a me,è davvero mastodontica! Do un rapido sguardo e decido di iniziare dai capannoni di destra, che ad occhio mi sembrano quelli ridotti peggio. Inizio l’esplorazione ed entro nei primi edifici, il mio obiettivo è quello di salire nell’altissima torre con la scritta “Olio Cuore” che domina l’intero complesso. Purtroppo arrivato alla base della torre e fatte le prime rampe di scale mi accorgo che i gradini diventano sempre più instabili quindi a malincuore rinuncio. La sicurezza prima di tutto.

Vado oltre ed arrivo alla parte più antica dell’intera fabbrica che è completamente costruita in legno. Qui qualche anno fa dei vandali hanno appiccato un incendio, ma tutto sommato la cosa non toglie fascino alla nostra esplorazione. Visitiamo l’intero complesso con grande soddisfazione. La parte più interessante è sicuramente la sala macchine e la sala di controllo delle chiuse che una volta gestivano il flusso d’acqua che faceva funzionare il mulino.

La fabbrica Olio Cuore quindi nonostante i pesanti vandalismi si rivela essere davvero una bellissima location. Ottima per chi come me è all’inizio dell’avventura Urbex.

Buona visione.

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