Isola di Poveglia

Isola di Poveglia… Il Ritorno

Tipologia: Ospedale Abbandonato
Causa dell'abbandono: Cessato utilizzo
Data esplorazione: 06/2017
Condizioni: pessime
Stato Attuale: Abbandonato
Valutazione Personale (1/10): 8

Ritorno all’isola di Poveglia. Questa volta torno con attrezzatura migliore e in buona compagnia. Qui trovate la vecchia esplorazione.

Storia

Poveglia è un’isola della laguna di Venezia. La sua superficie è di 7,25 ettari, è quindi un’isola abbastanza grande per lo standard della laguna veneta ed oggi conta ben 11 fabbricati.

Storia antica

Inizialmente il suo nome era Popilia, ma nelle mappe del cinquecento la si può trovare denominata anche Poveggia. A seguito dell’invasione longobarda del VI secolo e della distruzione delle città dell’entroterra, divenne uno dei centri di reinsediamento delle popolazioni in fuga verso le coste. Divenuta borgo e anche sede di un castello. Il centro contribuì efficacemente, tra l’809 e l’810, alla resistenza dell’antica capitale del ducato di Venezia, assediata dai Franchi. Poveglia era un centro florido, sia dal punto di vista economico, sia demografico.

La decadenza di Poveglia coincise con la guerra di Chioggia. Nonostante la costruzione di una fortificazione (ottagono Poveglia), l’isola fu ugualmente occupata dall’ammiraglio genovese Pietro Doria che da qui bombardò il monastero di Santo Spirito. Al termine del conflitto Poveglia era completamente devastata e i suoi abitanti, in origine diverse centinaia, erano ridotti a poche decine. La repubblica si interessò più volte al recupero dell’isola. Inizialmente venne adibita a stazione per il rimessaggio e la sosta delle imbarcazioni e per l’immagazzinamento di attrezzature di bordo. In seguito fu convertita in isola a scopo sanitario.

Storia recente

Nel 1782 fu assegnata al Magistrato alla Sanità, che orientò l’isola verso usi sanitari. Le sue strutture infatti servirono al controllo di uomini e merci e, all’occorrenza, da lazzaretto. Nel 1793 e nel 1798, ospitò gli equipaggi di due imbarcazioni ammalati di peste. Mantenne le funzioni di stazione per la quarantena marittima per tutto l’Ottocento e fino al secondo dopoguerra. Nell’ultimo periodo gli edifici furono in parte adibiti a convalescenziario geriatrico, ma dal 1968 anche questo utilizzo venne dismesso e l’isola fu ceduta al Demanio e da allora abbandonata. Per un periodo i suoi terreni furono assegnati ad un agricoltore, mentre gli edifici andavano progressivamente in rovina. Da allora l’isola è stata oggetto di vari progetti di recupero che tuttavia non sono mai stati attuati. (Fonte Wikipedia)

La mia esplorazione

Con me questa volta, oltre a mio fratello con cui porto avanti il progetto Urbex Venezia, ci sono gli amici di Urbex Silence Venezia, Zhurbex, Albus310 e altri quattro esploratori. La giornata è fredda e piovosa, il che contribuisce a rendere l’esplorazione ancora più inquietante e ricca di fascino. L’organizzazione di questa esplorazione è stata un parto, e ringrazio il gruppo Urbex Silence Venezia per aver curato tutto nei minimi dettagli rendendo l’esplorazione un successo e soprattutto uno spasso.

Questa volta ho deciso di esplorare gli edifici seguendo un filo logico, e non saltando qua e là come l’altra volta. Faccio un po’ di foto alla parte esterna, il sole potente trovato durante la mia prima visita qui mi aveva impedito di fare foto decenti agli esterni degli edifici. Devo dire che ora che sono da solo il tutto ha un’aria più spettrale, sento solo il rumore dell’otturatore della mia reflex e delle gocce di pioggia che cadono sulle foglie. Entro nel primo edificio e vedo cose che l’altra volta non avevo nemmeno notato, bellissimi dettagli che mi fanno sentire come se fosse la prima esplorazione. Completo tutti gli edifici anche alcuni che la volta prima non avevo fatto a tempo ad esplorare e torno al punto di raccolta.

Questa volta l’Isola di Poveglia ha completamente cambiato volto. Infatti, oggi sono riuscito a godermi al massimo l’esplorazione,  riuscendo a vedere la vera essenza di quest’isola. Ho deciso per questo alzare la valutazione data durante la prima esplorazione.

Buona visione!

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Acciaieria Abbandonata

Acciaieria Abbandonata

Tipologia: Fabbrica abbandonata
Causa dell'abbandono: Fallimento
Data esplorazione: 03/2018
Condizioni: Buone
Stato Attuale: Abbandonato
Valutazione Personale (1/10): 7

In questa esplorazione vi porto all’interno di una piccola acciaieria abbandonata.

Storia

Questa acciaieria viene fondata nel 1961, nel 2009 inizia la crisi a causa della drastica riduzione delle commesse provenienti da un’azienda loro cliente. La crisi culminerà nel 2013 con il fallimento lasciando a casa 70 dipendenti. Oggi lo stabilimento giace abbandonato e in parte bonificato. Purtroppo non sono riuscito a trovare molte altre informazioni.

La mia esplorazione

In questa esplorazione sono ancora insieme a mio fratello di Urbex Venezia. Siamo stati avvisati da alcuni amici che la location di oggi sarebbe stata piena di amianto, quindi appena entrati abbiamo indossato le mascherine. Odio esplorare con la maschera, mi toglie il respiro, ma è un piccolo sacrificio che sono disposto a fare per una fabbrica così interessante. Entro sul primo capannone, è completamente vuoto, ma ai muri trovo molti cartelli che mi aiutano a capire più o meno cosa ci fosse in quella parte della struttura.

Visito altri due capannoni anch’essi vuoti ma ricchi di fascino, la luce che entra dalle vetrate mezze rotte sul soffitto crea dei giochi di luce estremamente interessanti. Sto ancora facendo pratica con la mia nuova Nikon D7200 quindi perdo molto tempo per fotografare, ma mi piace portare a casa delle foto quantomeno decenti.

Finisco i capannoni e finalmente arrivo agli uffici, qui iniziano ad esserci un po’ più di oggetti. Trovo degli schedari pieni di documenti di trasporto di materiali e molti altri documenti interessanti. Proseguo oltre e trovo una pesa per camion completa e funzionante. Dietro alla pesa ci sono gli spogliatoi, entro anche lì e trovo una specie di magazzino pieno di vecchio materiale informatico, dai floppy disk a vecchie stampanti e computer. Trovo persino del materiale antinfortunistico nuovo e inscatolato.

Convinto di aver finito mi dirigo verso l’uscita, quando la mia attenzione viene richiamata da una scala che sembra portare a una parte non ancora esplorata dell’edificio. Salgo e mi ritrovo in una specie di laboratorio chimico completamente attrezzato e in buono stato. Sicuramente la parte più affascinante dell’intera visita.

Pur essendo quasi vuota questa acciaieria abbandonata mi è piaciuta parecchio e si guadagna un bel voto, anche se mi sarebbe piaciuto trovare qualche macchinario e qualche oggetto in più.

Buona visione.

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Fabbrica di Alluminio

La Fabbrica di Alluminio

Tipologia: Fabbrica abbandonata
Causa dell'abbandono: Fallimento
Data esplorazione: 03/2018
Condizioni: Buone
Stato Attuale: Abbandonato
Valutazione Personale (1/10): 9

In questa esplorazione vi porto all’interno della fabbrica di alluminio, un gigantesco complesso produttivo completamente abbandonato da molti anni.

Storia

I lavori di costruzione della fabbrica iniziarono nel 1926 e si conclusero circa due anni dopo. Nel corso degli anni ha cambiato diverse proprietà e ragioni sociali. A metà degli anni Sessanta è stata coinvolta nello scandalo dell’inquinamento, infatti si dice che la fabbrica riversasse nel fiume vicino materiale inquinante con consecutivi danni alle coltivazioni circostanti.

L’azienda ebbe parecchi alti e bassi, ma il colpo di grazia arrivò dall’ENEL, che costrinse la fabbrica a comprare l’energia invece di prodursela come avevano sempre fatto. Passare da produrre energia a basso costo a comprare l’energia da esterni influì molto negativamente sull’andamento dell’azienda.

Complice anche la nascita di alcune fabbriche più moderne e molto più produttive, nel 1983 la stabilimento chiuse i battenti. Oggi è ancora abbandonato.

La mia esplorazione

In questa esplorazione mi accompagnano mio fratello e un altro amico. Era tempo che progettavamo di andare ad esplorare questa mega fabbrica, e finalmente siamo riusciti ad organizzarci.

Il tempo non è dei migliori, ma non sono certo una persona che si lascia scoraggiare da qualche goccia di pioggia. Entro dal cancello principale e mi trovo davanti un grande capannone. Subito mi rendo conto delle dimensioni dello stabilimento. Mi era appena arrivato l’obiettivo grandangolare, ottimo visto gli spazi enormi di questo posto. I primi due capannoni sono praticamente identici hanno solo dimensioni diverse, ma mi sono divertito ad immaginare la fabbrica nel periodo produttivo.

Uscito dal secondo capannone vado verso una struttura molto strana, si trova al centro del complesso industriale e sembra una stazione ferroviaria. Una volta entrato mi rendo conto che in realtà quella era la centrale elettrica che un tempo alimentava l’intera fabbrica. I soffitti sono altissimi e sembrano quelli di una stazione ferroviaria degli anni Sessanta, è veramente uno spettacolo. Oggi è ricoperta di murales e scritte, ma ai tempi d’oro doveva essere davvero un edificio grandioso.

Completo l’esplorazione della centrale e mi sposto verso altri edifici, probabilmente la palazzina che ospitava la mensa, e successivamente l’ultimo capannone. Tornando verso l’uscita vedo un ponticello sul tetto di uno dei capannoni, senza pensarci lo percorro e mi ritrovo davanti a delle gigantesche turbine, sono veramente mastodontiche. Probabilmente servivano per ripulire l’aria durante i turni di lavoro. Scendo e torno verso l’ingresso della fabbrica dove ci sono gli ufficio che non ho ancora avuto modo di esplorare. Alla fine, ho impiegato più di 6 ore per completare l’esplorazione. Uscendo guardo il contapassi, ho percorso più di sedici chilometri.

La fabbrica di alluminio è incredibile e vale assolutamente la pena di vederla, anche se è quasi del tutto vuota, gli spunti fotografici sono pressoché infiniti e trovarsi all’interno di quelle enormi strutture in cemento è veramente suggestivo.

Buona visione.

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Villa dei Leoni Abbandonata

La Villa dei Leoni

Tipologia: Villa Abbandonata
Causa dell'abbandono: Sfratto del proprietario
Data esplorazione: 03/2018
Condizioni: Buone
Stato Attuale: Abbandonato
Valutazione Personale (1/10): 5

In questa esplorazione vi porto all’interno della villa dei leoni, detta anche casa dell’accumulatore seriale per via della gigantesca quantità di oggetti presenti all’interno della villa.

Storia

La villa in questione è una villa tradizionale veneta, è stata probabilmente costruita verso la fine del 1700, infatti sul pavimento della scalinata trovo una data: 1782.

Purtroppo della villa non si sa molto altro mentre del suo ultimo proprietario, su internet, è possibile trovare qualche informazione in più. Tutto quello che scriverò è frutto di ricerche su internet, quindi potrebbe non corrispondere al vero. Sembra che negli anni Sessanta il proprietario fosse un professore di origine inglese che soffriva di disposofobia, malattia che lo portò a collezionare una quantità immensa di oggetti. Non accumulava solo oggetti, ma anche animali, la sua collezione vantava uccelli, serpenti, roditori e cani, le cui gabbie e cucce si trovano ancora all’interno della villa. In quegli anni non era illegale tenere in casa animali esotici, infatti si dice che in questa casa vivessero anche due o tre leoni. A testimoniarlo dei grandi collari trovati all’interno dell’abitazione e delle gabbie enormi trovate all’esterno.

La villa venne abbandonata in seguito allo sfratto del proprietario per motivi igienico-sanitari, e da allora giace abbandonata.

La mia esplorazione

In questa esplorazione sono insieme a mio fratello di Urbex Venezia e ad un amico. Arrivato sul posto trovo facilmente l’ingresso alla villa. Subito appena entrato vengo avvolto da un odore rivoltante e decido di mettermi la mascherina. Inizio l’esplorazione delle prime stanze. Ci sono oggetti ovunque, accumulati sopra ad ogni cosa e senza un ordine logico dal cibo scaduto, ai giocattoli alle gabbie per animali. Non impazzisco per i posti cosi, mi piace si trovare molti oggetti nei luoghi abbandonati, ma mi piace che abbiamo un senso. Qui invece sembra tutto sommerso da spazzatura. Nel marasma riesco anche a trovare un pianoforte verticale ma non mi soffermo come al solito a fare mille fotografie, l’aria qui dentro è davvero irrespirabile. Esploro tutta la villa ed esco a respirare aria pulita.

La villa dei leoni, non mi ha colpito molto, dalle ricerche che avevo fatto su internet mi aspettavo davvero qualcosa di meglio. Secondo me se non si è in zona si può tranquillamente fare a meno di visitarla.

Buona visione.

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Antica Cartiera Abbandonata

L’Antica Cartiera

Tipologia: Fabbrica abbandonata
Causa dell'abbandono: Fallimento
Data esplorazione: 03/2018
Condizioni: Decenti
Stato Attuale: Abbandonato
Valutazione Personale (1/10): 7

L’esplorazione di oggi mi porta all’interno di un’antica cartiera la cui storia inizia nel medioevo.

Storia

La storia di questa cartiera è veramente antica, parte addirittura del medioevo. L’area dove ora sorge la fabbrica già nel 1180 ospitava un monastero. Monastero che gestiva tutti i campi circostanti. Esso durò fino agli inizi del 1800 quando la proprietà passo ad alcuni conti della zona i quali costruirono qui una gigantesca casa colonica.

Nel 1934 la casa colonica cambiò proprietà e venne trasformata in cartiera ed espansa con l’aggiunta di un capannone. La fabbrica rimase in funzione fino al 1966 poi chiuse e fu abbandonata. Sembra che oggi esista un piano di recupero per trasformare questo prezzo di storia in area residenziale, ma i lavori non sono ancora iniziati.

La mia esplorazione

Oggi con me ci sono mio fratello e un altro amico. È da un bel po’ che voglio visitare questa cartiera, mi affascina il fatto che sia così antica e comunque ancora in piedi quando molte fabbriche abbandonate, anche più recenti, sono ridotte molto peggio. Arrivo sul posto ed entro facilmente, non esistono più recinzioni, è tutto libero. Decido di dare un occhiata in giro prima di tirare fuori la macchina fotografica. Salgo prima sulla parte alta del capannone l’equivalente di 4 piani penso. Inizio da lì a fotografare. È tutto vuoto, grandi stanze con la pareti ricoperte da murales, alcuni davvero ben fatti.

Eppure, nonostante il vuoto, in questo posto si respira la storia ed è impossibile non restarne affascinati. Visito tutti i capannoni e mi sposto verso la casa colonica vera e propria, dove ci sono gli uffici. Con sorpresa in queste stanze trovo moltissimi documenti alcuni datati anche primi anni del Novecento, me li leggo con soddisfazione, mi piace trovare questo tipo di cose nei luoghi abbandonati. Nelle stanze successive trovo vecchie riviste di informatica. Finiti gli interni faccio qualche foto da fuori e torno alla macchina.

L’antica cartiera nonostante gli anni di abbandono ha ancora molto da offrire. È un posto davvero bello e suggestivo che permette di fare un salto nel passato dell’industria italiana. Peccato che si sia deciso di demolirla per costruire un’area residenziale. Per rendere giustizia ad un posto del genere sarebbe stato meglio trasformarlo in un museo, ma purtroppo in questo paese nessuno si cura delle nostra storia.

Buona visione.

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Villa Dimenticata

La Villa Dimenticata

Tipologia: Villa Abbandonata
Causa dell'abbandono: Sconosciuta
Data esplorazione: 02/2018
Condizioni: Buone
Stato Attuale: Abbandonato
Valutazione Personale (1/10): 5

L’esplorazione di oggi mi porta all’interno della Villa dimenticata. Palazzo che ho deciso di chiamare cosi perché fu acquistata con la promessa di un restauro che però non avvenne mai. Ora la villa è abbandonata e dimenticata.

Storia

Non ho trovato informazioni certe su questa villa ma pare sia stata costruita nel 1560. Il modello è quello delle tipiche ville venete palladiane. Durante la Seconda guerra mondiale venne abitata dai tedeschi che sembra la usassero come ospedale di guerra.

La villa è stata poi abbandonata intorno al 1971 anche se di proprietà di un privato, che aveva l’obbligo di ristrutturarla. A causa dell’inadempienza da parte del proprietario, nel 2002 l’Istituto per le ville Venete si sostituì ad esso ed iniziò i lavori di ristrutturazione.

Purtroppo anche questi lavori vennero lasciati incompiuti poco dopo probabilmente per mancanza di fondi. Da allora la villa è tornata ad essere abbandonata.

La mia esplorazione

Ho deciso di esplorare la villa solo perché mi trovavo in zona. Avevo letto qualche articolo a riguardo e oltre alla bellezza architettonica c’era poco altro da vedere. Entro in giardino e rimango affascinato dall’edificio. Lo stile è quello di tutte le ville venete di quel periodo, è molto imponente e sembra anche molto solida. Entro e mi trovo in un salone vuoto e parzialmente ristrutturato. Non trovo affreschi, strano penso, tutte le ville di questo genere trovate fino ad ora ne avevano. Giro un po’ per le stanze ma non c’è molto da vedere. Trovo: una vecchia bicicletta, delle sedie, dei mobili d’epoca e un bellissimo lampadario. Mi sposto al piano di sotto ma anche lì non trovo nulla di interessante. Faccio qualche foto e me ne vado.

La villa dimenticata è sicuramente un patrimonio storico culturale da salvare, e date le condizioni generali direi che è un progetto estremamente realizzabile. Non raggiunge la sufficienza come location Urbex data la scarsità degli arredi trovati e la mancanza di affreschi. Non posso che augurarmi che qualcuno prenda in seria considerazione l’idea di portare a termine il restauro per riportare alle antiche glorie questo luogo.

Buona visione.

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Villa del Bacio Abbandonata

Villa del Bacio

Tipologia: Villa Abbandonata
Causa dell'abbandono: Sconosciuta
Data esplorazione: 02/2018
Condizioni: Pessime
Stato Attuale: Abbandonato
Valutazione Personale (1/10): 6

In questa esplorazione vi porto all’interno della villa del bacio, location che ho deciso di chiamare così per via di un murales bellissimo trovato al suo interno.

Villa del Bacio Abbandonata

Storia

La villa del bacio è una dimora di campagna ora abbandonata, risalente al XVI secolo. Sorge dove un tempo c’era un castello. Fu costruita secondo il classico schema veneto del tempo, con il corpo residenziale al centro e le barchesse ad uso agricolo ai lati. Della struttura originale oggi rimane solo la barchessa di destra, poiché la villa venne modificata nel XIX secolo dall’allora proprietario.

Intorno agli anni Sessanta la villa fu comprata da un imprenditore della zona e per qualche anno la tenne in buone condizioni con periodici lavori di restauro. Purtroppo da una decina di anni è completamente abbandonata.

La mia esplorazione

L’accesso alla villa è molto semplice, passo dal campo sul retro e arrivo facilmente all’ingresso posteriore. La mia esplorazione parte dalla navata centrale. Purtroppo la villa ha pesanti danni strutturali tutto il primo piano della navata è crollato al piano di sotto. Faccio attenzione ed esploro il piano terra. Non è rimasto molto, ma qualcosa di bello lo si trova. Mi sposto all’esterno dove trovo una cripta con le tombe di tutta la stirpe della famiglia dei proprietari, probabilmente la parte più suggestiva di tutto il complesso.

Vado a vedere la parte laterale, quella dove si trovano le stalle, e qui mi imbatto in una bella sorpresa, un murales bellissimo dell’artista Ale Senso che raffigura due persone che si baciano. Finito di vedere tutti gli interno vado davanti alla villa per qualche foto panoramica, per poi tornare alla macchina.

La villa del bacio alla fine mi è piaciuta, peccato per lo stato in cui versa. Ormai credo ci sia ben poco da fare per recuperarla, ma fin che sta in piedi vale la pena visitarla.

Buona visione.

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Villa della contessa impazzita

Villa della Contessa Impazzita

Tipologia: Villa Abbandonata
Causa dell'abbandono: Sconosciuta
Data esplorazione: 02/2018
Condizioni: buone
Stato Attuale: In vendita
Valutazione Personale (1/10): 6

L’esplorazione di oggi mi porta all’interno della villa della contessa impazzita. Una grande villa con degli affreschi magnifici, ma forse non del tutto abbandonata. La villa deve il suo nome alla leggenda di una nobildonna che abitò queste mura, la quale in seguito ad una delusione d’amore decise di vendicarsi invitando a palazzo numerosi uomini per poi ucciderli.

Storia

La costruzione della villa iniziò nel 1580 e venne completata nel 1984. Si tratta del più importante monumento storico del comune che la ospita. La costruzione fu curata da un architetto che fu allievo del Palladio. Nel secolo XVII fu ampliata verso sud con la realizzazione della grande facciata di evidente impatto scenografico.

Negli anni Quaranta un incendio danneggiò alcuni affreschi al secondo piano. Non è chiaro né il motivo né l’anno dell’abbandono. Oggi la villa è di proprietà del comune, che la usa occasionalmente per fare qualche mostra e ne usa il parco per eventi. In alcuni siti specializzati si può anche trovare l’annuncio di vendita con trattativa riservata.

La mia esplorazione

Arrivo davanti alla villa e già noto qualcosa che non va. L’erba dell’enorme parco che circonda la villa è tagliata e ben tenuta. Solitamente questo significa che il luogo viene ancora utilizzato. Eppure so che molti Urbexer ci sono stati. Non mi lascio scoraggiare e vado avanti. C’è la nebbia e non riesco a vedere la villa finché non arrivo a pochi metri. Il meteo mi dona uno spettacolo davvero spettrale, con le statue che spuntano dalla foschia.

Entro dal retro e mi trovo in uno stanzone allestito per una mostra. Non ci faccio molto caso e vado al piano sopra. La villa sembra essere in restauro, ma al primo piano trovo degli affreschi davvero incredibili. Purtroppo, è l’unica parte bella della villa, al secondo piano non c’è nulla se non impalcatura e muri imbiancati di recente. Capisco che in realtà la villa non è abbandonata, anche perché c’è corrente. Esco subito e mi dirigo verso la macchina.

Tornato a casa faccio qualche ricerca e mi rendo conto che la villa della contessa impazzita non realmente abbandonata, come ho scritto nella storia. Quindi è meglio starne alla larga. A me è andata bene ma avrei dovuto informarmi meglio prima di iniziare l’esplorazione.

Buona visione.

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