Castello dell'artista Abbandonato

Il Castello dell’Artista

Tipologia: Villa Abbandonata
Causa dell'abbandono: Sconosciuta
Data esplorazione: 10/2018
Condizioni: Pessime
Stato Attuale: Abbandonato
Valutazione Personale (1/10): 9

L’esplorazione di oggi mi porta nel famoso “Castello dell’Artista”, una magnifica villa/castello molto conosciuta nel mondo Urbex.

Storia

Questo palazzo fu edificato tra il XIV e il XV secolo, fu la prima villa-castello costruita dalla nobile famiglia che la commissionò. Negli anni divenne una corte rurale fortificata. Non mi dilungherò più di tanto nella storia di questo posto altrimenti renderei troppo facile identificarne la posizione e a parer mio ,un luogo del genere, va tutelato. La villa ebbe un notevole numero di proprietari nel corso della storia, l’ultimo fu una nobile signora che la usava solo come residenza estiva e morì nel 2005. Da allora il castello dell’artista venne completamente abbandonato.

La mia esplorazione

Oggi ad accompagnarmi oltre a mio fratello e alla mia ragazza, ci sono gli amici di Urbex Silence Venezia, ZhUrbex e Albus310.

I Sotterranei

L’entrata è piuttosto semplice, subito mi ritrovo nei sotterranei della villa. Inizialmente rimango un po’ spiazzato, dalle foto che avevo visto mi aspettavo uno stile più anni ’70, epoca probabilmente dell’ultimo restauro della villa, Invece mi trovo in stanze molto più antiche. Il ritrovamento più interessante è un’antico calesse in ottimo stato di conservazione a anche un’antica cariola. I sotterranei sono piuttosto grandi, ma non mi dilungo più di tanto nell’esplorarli. Visito e fotografo tutte le stanze e mi sposto al piano sopra dove ci sono le cose veramente interessanti.

Cucina e Studio

Al primo piano mi sembra di essere in un’altra villa, c’è una distinzione netta tra la modernità dei piani superiori e l’antichità delle cantine, ora riconosco la villa che avevo visto nelle foto di altri appassionati. Inizio il mio tour dalla cucina, una delle meglio conservate trovate fin’ora. Qui trovo di tutto, compresi numerosi e inestimabili ricordi dell’ultimo proprietario. Lettere, fotografie persino un invito ad un matrimonio di una nobile coppia, come sempre mi dispiaccio per quelle memorie del tutto dimenticate, ma procedo oltre.

Castello dell'artista Abbandonato

La stanza successiva è uno studio molto bello, arredato con una scrivania antica e una lampada molto particolare. Sopra ad essa un’agenda piena di appunti e una scatola contenente una miriade di fotografie di famiglia. Mi soffermo a guardale, è sempre triste vedere queste foto cosi abbandonate, ma mi piace molto immagine di vedere le persone rappresentate girare per la casa prima dell’abbandono, è un modo per far rivivere seppur solo nella mia mente queste persone per un’ultima volta, prima di essere dimenticate per sempre.

Castello dell'artista Abbandonato
Il Salone Principale

Procedo e finalmente arrivo all’enorme solone che ha reso famosa questa villa. Le dimensioni non sono descrivibili. In vita mai non ho mai visto un salone di queste dimensioni, è veramente pazzesco, qualsiasi mobilio al suo interno si perde e sembra microscopico. Non riesco ad immaginare come dev’essere stato bello un tempo, quando a calpestare questi pavimenti c’erano nobili e ospiti illustri, peccato, ora è ridotto ad un cumulo di macerie. Come sempre i ladri si sono portati via gran parte dei quadri e del mobilio, ma qualcosa c’è ancora e nonostante tutto è ancora un gran bel vedere.

Castello dell'artista Abbandonato

Faccio la consueta foto al divano al centro con i quadri, e poi provo a fare una panoramica, ma nonostante il mio fedele grandangolare spinto non riesco a cogliere l’immensità della sala.

Il Resto del Castello

Da quella stanza si può accedere alle navate laterali, quella di destra è crollata e quindi impraticabile, procedo quindi verso sinistra e mi trovo una bellissima camera da letto con tanto di pianoforte verticale. La stanza è bellissima, probabilmente la mia preferita dell’intera esplorazione, o quanto meno se la gioca con lo studio e le sue fotografie. Come mio solito perdo più di mezz’ora per fotografare il pianoforte, tra cambi obiettivo e riposizionamenti del cavalletto. Fatta la foto che volevo mi sposto al piano superiore.

Qui probabilmente viveva la servitù, i soffitti sono bassi e le stanze da letto sono molto più piccole rispetto al resto della casa. Anche questo piano però nasconde una sorpresa, nell’ultima stanza del piano, una sorta di sottotetto trovo un plastico di un trenino ancora ben conservato. Torno alla cucina per visitare le ultime stanze che mi mancano, nulla di che, due stanze da letto una con un letto matrimoniale e una con letti singoli, la prima ancora ben arredata e ricca di ricordi.

Castello dell'artista Abbandonato
Conclusione

Finisce cosi anche l’esplorazione del castello dell’artista. Questo posto è magnifico, esplorarlo è un crescendo di emozioni e nonostante gli anni di abbandono e il terremoto ha ancora molto da raccontare. Non posso quindi che dare una valutazione molto positiva. Ora vi lascio alle foto che spero possano far provare anche a voi le emozioni che ho vissuto io durante l’esplorazione.

Buona visione.

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Casa delle fiabe

Ritorno alla Casa Delle Fiabe

Tipologia: Villa Abbandonata
Causa dell'abbandono: Morte dei proprietari
Data esplorazione: 10/2018
Condizioni: Buone
Stato Attuale: Abbandonato
Valutazione Personale (1/10): 9

Nell’esplorazione di oggi torno alla Casa delle Fiabe, una delle location più belle ed affascinanti del panorama Urbex Italiano, probabilmente mondiale.

Storia

La Casa delle Fiabe è una particolare abitazione spersa in mezzo alla campagna. Era di proprietà di due fratelli entrambi amanti dell’arte ed entrambi molto anticonformisti. Vivevano in questa casa senza acqua corrente e senza energia elettrica e passavano le loro giornate a costruire statuette e a dipingere le pareti della loro abitazione.

La leggenda narra che non avessero la corrente perché il loro padre era morto folgorato lavorando su una linea elettrica. La sorella morì nel 2007, mentre il fratello nel 2013. Da allora, non avendo eredi, la casa giace in stato di abbandono regalando agli esploratori urbani uno spettacolo che difficilmente si scorda. I due fratelli sono ora sepolti nel cimitero del paese e la loro tomba è molto riconoscibile in quanto riprende abbastanza lo stile della loro dimora.

La mia esplorazione

Ho deciso di tornare in questa villa per accompagnare un amico che ci teneva molto a vederla, alla fine è un posto di cui è impossibile stancarsi.

Il Giardino

Entro in tranquillità, questa volta non c’è nemmeno il cane che mi abbaia dietro. Non avevo intenzioni di fare molte foto, ma appena entro mi lascio rapire dalla statuette in giardino e inizio a fotografarle. Ce ne sono decine intorno alla casa, tutte rappresentano personaggi di favole famose, più che belle sono affascinanti e inquietanti. Vi assicuro che non esiste un posto simile sulla terra. La prima volta non ero riuscito a fare foto all’esterno a causa delle condizioni di luce veramente avverse.

Casa delle fiabe

Il mio amico, come me durante la prima visita, resta senza parole. Effettivamente è incredibile la quantità di oggetti creati dai proprietari. Purtroppo molte statuette non godono proprio di ottima salute, un po’ per l’inesorabile scorrere del tempo e un po’ per colpa di qualche vandalo, alcune statue sono rotte o in procinto di rompersi.

La Casa

Completato il giardino entro in casa, questa volta non ci sono sciami di zanzare affamate ad accogliermi e ho più tempo per fare le foto, quindi ne approfitto per fare meglio qualche scatto uscito male la volta scorsa. Noto subito che c’è stato un recente restyling degli interni, alcuni mobili sono stati spostati e la famosa televisione di Pavarotti non è al suo posto.

Casa delle fiabe
2018
Casa delle Favole
2017

Non ci faccio più di tanto caso e mi metto a guardare con attenzione tutti i dipinti sulle pareti e sui mobili. A volte è bello avere occasione di tornare in una location, mi permette di concentrarmi di più sulla pura esplorazione invece che sulle foto. In questo modo noto particolari che la scorsa volta non avevo visto. Faccio poche foto e mi godo l’esplorazione con solo la torcia in mano, ogni tanto ci vuole! Completo anche l’abitazione e mi appresto a raggiungere l’uscita.

Conclusione

Come già detto nell’articolo della prima esplorazione questo posto è incredibile. Sono riuscito ad emozionarmi ancora come fosse la prima volta, complici anche le maggiori informazioni in mio possesso e la maggiore esperienza nel campo delle esplorazioni urbane. La casa delle fiabe è un posto magico e andrebbe tutelato. Fa male pensare che, senza nessuna manutenzione, tra qualche anno potrebbe non rimanere più nulla di questo luogo se non i ricordi delle persone che l’hanno visitato. Non posso che dare un voto molto alto a questa esplorazione. Vi lascio ora alla galleria fotografica.

Buona visione.

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Fabbrica della Lana

La Fabbrica della Lana

Tipologia: Fabbrica abbandonata
Causa dell'abbandono: Fallimento
Data esplorazione: 09/2018
Condizioni: Perfette
Stato Attuale: Abbandonato
Valutazione Personale (1/10): 9

L’esplorazione di oggi mi porta nella Fabbrica della Lana, una delle numerose fabbriche appartenute ad un impero oggi ormai caduto.

Storia

La società di cui faceva parte questa fabbrica ha una storia centenaria. Infatti l’azienda sorse nel 1817. All’inizio del 900 era l’azienda laniera più importante d’Italia. La crisi iniziò nei primi anni cinquanta e dopo alti e bassi, negli anni successivi, nel 1987 la proprietà fu costretta a vendere. I nuovi proprietari non investirono mai negli stabilimenti del marchio e iniziarono a smantellarli uno ad uno fino alla definitiva chiusura dell’ultimo stabilimento nel 2005. Non è chiara la data precisa di abbandono di questo stabilimento, ma i calendari trovati al suo interno sono fermi al 2003.

La mia Esplorazione

In questa esplorazione sono con gli amici di Urbex Silence Venezia. Essendo un amante di archeologia industriale sono pieno di aspettative, e non sto più nella pelle. L’ingresso mi porta nella parte più alta dell’edificio, da qui si apre una vista incredibile su alcuni macchinari ancora perfetti, faccio tantissime foto, poi scendo per vedere i macchinari più da vicino. Non sono un esperto e non ho la più pallida idea di cosa siano, ma sono fighissimi e ben tenuti. Lascio la sala macchine e visito gli uffici, è ancora tutto lì le chiavi degli impianti, penne, cucitrici e altra cancelleria, disegni di progetti e molto altro ancora.

Mi sposto al piano inferiore dove trovo una bellissima sorpresa, un pannello di controllo completamente intatto e perfetto, lo guardo bene e leggo tutte le scritte e i bigliettini attaccati, non ne ho mai visto uno cosi bello. Procedo oltre e trovo degli enormi motori, capisco che quella doveva essere la centrale elettrica del’impianto. Scendo ulteriormente e trovo ancora macchinari,ancora pannelli di controllo e valvole, tante valvole e tubi, per me è questa fabbrica è il paese dei balocchi.

Finito di vedere l’edificio principale mi sposto verso i capannoni della produzione, ai quali purtroppo non trovo accesso. Sbirciando però da alcuni buchi non mi pare di vedere nulla di interessante, solo enormi capannoni vuoti.

La Fabbrica della Lana è veramente incredibile, sembra che in realtà non sia mai stata abbandonata. è veramente difficile trovare una location cosi ben conservata e così poco vandalizzata. Motivo per cui ho preferito non essere molto chiaro nella descrizione. Ovviamente non posso che dare un voto altissimo a questo luogo che riesce a spodestare la Fabbrica della Nave della prima posizione della lista delle mie fabbriche preferite.

Buona visione!

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Villa Filanda

Villa Filanda

Tipologia: Villa Abbandonata
Causa dell'abbandono: Sconosciuta
Data esplorazione: 04/2018
Condizioni: Pessime
Stato Attuale: Abbandonato
Valutazione Personale (1/10): 9

L’esplorazione di oggi mi porta all’interno di un’credibile villa, Villa Filanda, chiamata così perché parte di un’antica filanda.

Storia

Purtroppo non ho molte informazioni sulla villa, cercando sul web ho trovato solo informazioni sulla filanda e non sugli edifici che la circondano. La fabbrica è stata costruita nel 1902 ed è stata attiva fino al 1978. Le date corrispondono abbastanza con le caratteristiche della villa e ad alcuni oggetti trovati al suo interno. Anche se l’assenza di calendari rende difficile essere più precisi. Oggi una parte del complesso è stata ristrutturata e adibita ad abitazione privata. La parte interessata dalla mia visita invece giace abbandonata, probabilmente a causa dei problemi strutturali che riporta l’edificio.

La mia esplorazione

Anche in questa esplorazione sono con mio fratello e ZhUrbex. Arrivato sul posto mi trovo davanti un complesso parzialmente ristrutturato adibito a casa privata. A fianco una vecchia fabbrica abbandonata ma ricoperta da una giungla, quindi inaccessibile. Non mi lascio prendere dallo sconforto, so che la villa che cerco c’è, basta solo trovarla. Provo ad aggirare la filanda e finalmente la trovo. Da fuori si vede solo una struttura pesantemente danneggiata con parte del tetto crollata.

Stavo già pensando di aver fatto tutta quella strada per niente, ma decido ugualmente di entrare. Sentivo che qualcosa di buono dentro c’era. La prima stanza che visito sembra una cantinetta, trovo una sedia, un tavolino e alcuni ripiani per conservare il vino. Passo quindi alla stanza successiva.

Rimango subito a bocca aperta, trovo del mobilio ben conservato. Due credenze con ancora alcuni oggetti dentro, un tavolino con delle sedie e un caminetto. È la prima volta che trovo una villa abbandonata con il mobilio intatto e ancora arredata come prima dell’abbandono. Faccio molte foto e mi sposto nella stanza successiva. Qui trovo un’altra credenza piena di oggetti, foto, lettere e persino bollette dell’elettricità. Davanti ad essa una stufa che sembra nuova, solo un po’ impolverata.

Passo alla stanza successiva pieno di aspettative. fino ad ora è stato un crescendo di emozioni, ma qui raggiungiamo l’apice. La sala da pranzo completamente arredata, sulla credenza ancora gli oggetti che un tempo venivano utilizzati tutti i giorni. Sopra al tavolo un servizio da te ed alcune lettere indirizzate al proprietario. Sicuramente questa è la stanza più bella in assoluto.

Vedendo questa stanza, la cosa che mi ha fatto più male, o meglio che mi ha fatto emozionare di più sono state le foto. Tutte lì in riga sopra al camino, la storia di quella famiglia in pochi scatti, un bambino, un matrimonio e altre foto di gruppo. Com’è possibile che simili ricordi siano lasciati qui a marcire? Possibile che nessuno li abbia voluti? Possibile che non ci sia nessuno in vita ad ereditarli?

La tristezza mi ha completamente avvolto, l’euforia si è trasformata in malinconia, ma questo è il bello dell’Urbex. D’ora in poi questa famiglia dimenticata resterà per sempre nei miei ricordi. Alla fine è per questo che noi urbexer lo facciamo no? Per dare memoria a luoghi e persone troppo a lungo dimenticati.

Continuo l’esplorazione, vado al piano sopra, dove trovo una camera da letto, ormai parzialmente crollata. Anche qui ricordi foto e vestiti appartenuti ad un’epoca antica. Vado nell’ultima stanza rimasta, la camera dei bambini, con due letti singoli un di fianco all’altro. Anche qui i ricordi sono tanti e le emozioni fioccano.

Anche questa esplorazione si è conclusa. Forse mi sono dilungato un po’ troppo, ma ci tenevo a far capire quello che ho provato all’interno di questa villa. Ovviamente la valutazione di Villa Filanda non può che essere positiva. Attualmente queste villa è per impatto emotivo quella che mi ha colpito di più. Certamente non la scorderò mai.

Buona visione!

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Multisala Cinese Abbandonato

Multisala Cinese Disintegrato

Tipologia: Cinema abbandonato
Causa dell'abbandono: Fallimento
Data esplorazione: 04/2018
Condizioni: Pessime
Stato Attuale: Abbandonato
Valutazione Personale (1/10): 6

In questa esplorazioni vi porto all’interno di un cinema multisala cinese. Il famoso Magic Movie Park.

Storia

Nel progetto originale questo enorme bazar cinese doveva diventare il secondo più vasto d’Europa. L’intera struttura avrebbe potuto ospitare fino 3500 spettatori nelle 15 sale cinema e 200 commercianti, nel piano interrato. La sua storia ha dell’incredibile, si parla di mafia, miliardari cinesi condannati alla pena di morte in patrie e fuggiti in Italia e molte società che orbitavano attorno a questo cinema avviate e subito dopo fallite. Con un preludio così la storia ovviamente non può avere lieto fine. Il multisala venne costruito tra il 2001 e il 2005. Nel 2005 viene comprato da un imprenditore cinese il quale non presenterà mai le richieste autorizzazione al comune. Nel 2006 il comune notifica alla proprietà una serie di ordinanze contro l’abusivismo e stacca la corrente al complesso, ponendo fine alla sua vita e lasciando 21000 mq di abbandonano.

La mia esplorazione

In questa esplorazione sono con mio fratello e l’amico ZhUrbex. Arrivato sul posto mi trovo davanti una enorme e fatiscente struttura squadrata circondata da spazzatura. La maggior parte proviene dall’interno del cinema, ma in molti casi è lasciata da passanti e automobilisti. Tra i cumuli di spazzatura trovo di tutto: DVD, capi di abbigliamento, pezzi di auto e persino divani. Mi lascio alle spalle quello schifo ed entro nella hall. È tutto distrutto e ricoperto da murales, alcuni anche molto belli. Il pavimento è appiccicoso, e ricoperto di cartoncini di popcorn vuoti. La struttura è enorme è mi regala della gran belle fotografie. Mi sposto dalla parte opposta dove un tempo c’era l’area ristoranti. Anche qui tutto distrutto.

Vado al piano superiore dove ci sono le sale cinematografiche. Probabilmente la parte più bella dell’intero complesso. La sala più bella è sicuramente quella che è stata vittima di un incendio, con la giusta luce è veramente suggestiva, anche se la sua visita richiede l’uso delle mascherine per via dell’intenso odore di plastica bruciata che c’è all’interno. Completo l’esplorazione di tutte le sale e vado al piano interrato, dove c’è il bazar cinese. Questa è la parte ridotta peggio, non c’è nulla che mi aiuti ad immaginare il luogo prima dell’abbandono, solo cumuli di spazzatura e macerie. Cerco un po’ e riesco a trovare anche le sale proiezioni, ma purtroppo nessuno dei quindici proiettori è integro e fotografabile. Faccio una rapida visita al tetto e scendo concludendo l’esplorazione.

Questo multisala cinese, ormai ha ben poco da offrire, se si viene da lontano sicuramente non vale la pena farsi tanta strada solo per vederlo. Se lo si inserisce in un itinerario però consiglio sicuramente una visitina anche qui. Il voto è appena sufficiente, ma solamente grazie a fascino delle sale cinematografiche.

Buona visione.

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Villa delle Carrozze Abbandonata

La Villa delle Carrozze

Tipologia: Villa Abbandonata
Causa dell'abbandono: Morte dell'ultimo proprietario
Data esplorazione: 04/2018
Condizioni: Pessime
Stato Attuale: Abbandonato
Valutazione Personale (1/10): 6

L’esplorazione di oggi mi porta ad esplorare la Villa delle Carrozze, conosciuta nel mondo Urbex anche come Villa del Musicista.

Storia

La villa delle carrozze viene costruita nel cinquecento sulle ceneri di un’antico edificio fortificato sulla vetta di una collina. Fu successivamente ampliata nel Settecento con l’aggiunta delle quattro torri agli angoli della corte che inglobano l’adiacenza, la colombara e l’oratorio. Si dice che in questa villa soggiornò anche un importante e famoso poeta e scrittore Italiano. Non è chiaro l’anno dell’abbandono, ma dalle informazione che mi ha fornito un commerciante della zona, l’ultimo proprietario della villa è morto e gli eredi non riescono a mettersi d’accordo sulla sua vendita, per questo ora giace abbandonata.

La mia esplorazione

In questa esplorazione mi accompagnano mio fratello di Urbex Venezia ed un amico. Arrivo ai piedi della collina su cui sorge questa maestosa villa. Il panorama è incredibile: inizio la scalata seguendo un sentiero poco battuto e arrivo alla prima struttura, sembra essere una sorta di stalla, ma dentro è pieno di spazzatura e pezzi di legno. Proseguo verso la villa. La prima porta aperta che trovo è quella delle cantine. Entro, faccio qualche foto, ma c’è poco di interessante, finché non arriviamo all’ultima stanza. Qui appaiono come per magia tre splendide carrozze, impolverate ma davvero ben conservate.

Proseguo oltre, salgo delle scale e arrivo alla villa principale, quella che si trova al centro delle 4 torri. Nel corridoio centrale c’è un bellissimo pianoforte verticale e una statua decapitata. Nello stesso piano c’è una cucina con un grande caminetto e tre stanze vuote, una di esse però ha la scala per salire al secondo piano, dove trovo le camere da letto. E’ strano, lo stile della villa sembra molto più giovane della sua età effettiva. Nulla di interessante da segnalare al piano superiore. Mi sposto su una delle torri davanti alla villa, quella di destra, all’interno c’è, o meglio c’era, una cappella, alla fine è una grande stanza vuota. Entro nella torre di fronte. Anche questa vuota, c’è solo un pianoforte a coda completamente rotto, mancano persino i tasti.

Esco e vado in giardino, lo percorro tutto fino ad arrivare alla zona panoramica, c’è anche una vecchia panchina. La vista da li è davvero fantastica. Torno alla villa per andare ad esplorare le ultime due torri: la prima, quella di sinistra, è piena di statuette rotte, vecchia attrezzatura da sci e altro ciarpame, nella seconda torre invece c’è un’altro pianoforte a coda e un enorme tavolo di legno ricoperto di fotografie.

Si conclude così anche questa esplorazione. La villa delle carrozze alla fine non mi ha entusiasmato, ma se siete in zona vale la pena farci visita. Questo palazzo si merita comunque la sufficienza, più per il paesaggio che per la villa in sè.

Buona visione!

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Manicomio di Granzette

Manicomio di Granzette

Tipologia: Ospedale Psichiatrico Abbandonato
Causa dell'abbandono: Legge Basaglia
Data esplorazione: 04/2018
Condizioni: Buone
Stato Attuale: Gestito da un'associazione
Valutazione Personale (1/10): 7

In questa esplorazione esploro il famoso manicomio di Granzette a Rovigo.

Storia

Il manicomio di Granzette, il cui vero nome è Ospedale Psichiatrico “Re Vittorio Emanuele III”, fu una struttura ospedaliera destinata alla degenza di malati con problemi psichiatrici sito a Granzette, frazione del comune di Rovigo, rimasto attivo per gran parte del ventesimo secolo. Venne inaugurato nel 1929, ma i ricoveri iniziarono solo l’anno successivo, poteva ospitare 350 pazienti. La sua chiusura definitiva avvenne nel 1995, anche se gli ultimi pazienti vennero trasferiti in altri istituti nel 1998. Tutte le funzioni dell’ospedale psichiatrico vennero sospese.

Nell’agosto del 1998 fu proposto di realizzare un istituto di ricerca e di cura delle malattie oncologiche, ma il progetto non fu mai messo in atto. (Fonte Wikipedia)

La mia esplorazione

Ad accompagnarmi in questa esplorazione c’è come al solito mio fratello. Non siamo soli, infatti questa è una visita organizzata, non amo questo tipo di visite, ma in alcune location la cosa crea meno problemi. All’entrata mi danno una mappa con segnalati tutti i padiglioni visitabili. Mi attengo alla mappa e inizio a visitare i padiglioni. Fortunatamente mi è venuta l’idea di iniziare ad esplorare i padiglioni in senso contrario a quanto segnalato, questo mi ha permesso di fotografare con calma e di godermi di più l’esplorazione.

Non mi dilungherò nella descrizione di tutti i padiglioni, nonostante siano tutti diversi, alla fine le cose da vedere sono sempre le stesse, voglio soffermarmi di più sull’impatto emotivo dell’esplorazione. Come mi era successo al manicomio di Volterra, ogni stanza, ogni lettino e ogni inquietante corridoio mi racconta storie, storie di dolore e sofferenza. E’ impossibile passeggiare per quei padiglioni e rimanere indifferente. Tutto quel dolore si percepisce e rende inquietanti stanze che, senza conoscerne l’ubicazione, potrebbero sembrare normali. Spero di essere riuscito a trasferire nelle foto quello che ho provato durante questa visita. Lascio che siano le foto a parlare, a raccontare.

Alla fine dal manicomio di Granzette mi aspettavo di più data la sua fama. Merita comunque un bel voto viste le emozioni che regala.

Buona visione!

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Fabbrica Bugatti Abbandonata

Bugatti Automobili Italia

Tipologia: Fabbrica abbandonata
Causa dell'abbandono: Fallimento
Data esplorazione: 04/2018
Condizioni: Ottime
Stato Attuale: Abbandonato (C'è un custode)
Valutazione Personale (1/10): 8

In questa esplorazione vi porto nella fabbrica della Bugatti Automobili Italia di Campogalliano in provincia di Modena.

Storia

La Bugatti è una casa automobilistica francese, fu fondata nel 1909 dall’emigrato italiano Ettore Bugatti, cessò inizialmente le sue attività nel 1963. Nel 1967 il diritti del marchio passarono a Romano Artioli che fece costruire lo stabilimento oggetto di questo articolo e riprese la produzione, costituendo la società Bugatti Automobili. Nonostante l’elevata qualità delle automobili prodotte in questo stabilimento nel 1995 la purtroppo la Bugatti Automobili ha dichiarato fallimento a causa delle difficoltà finanziarie. (Fonte Wikipedia)

La mia esplorazione

Questa è un’esplorazione un po’ anomala, infatti, ad accompagnarci nella visita c’è il custode dello stabilimento. Un ex dipendente della Bugatti di Modena che, dopo la chiusura della fabbrica, è diventato il suo guardiano e manutentore. Il custode non si limita a fare da guida, ci racconta la storia di ogni edificio, stanza e capannone, arricchendo la visita dello stabilimento di dettagli e aneddoti che ci lasciano immaginare in maniera più reale come doveva essere questa fabbrica mentre era attiva.

Dopo la visita guidata il custode ci ha gentilmente lasciato il tempo per girare liberamente tutto lo stabilimento per permetterci di fare le foto con tranquillità.

Esplorare la ex Bugatti di Campogalliano vale davvero la pena, e vale la pena farlo con il custode, il cui numero di telefono si trova sul cancello d’ingresso.

Con orgoglio pubblico le foto di questo glorioso seppur brevissimo pezzo di storia automobilistica Italiana.

Buona visione!

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